A causa di un forte lutto, nel febbraio del 1991 mi sono ritrovato come si ritrovò l'Aretino Pietro: con una mano davanti, ed una di dietro. Fra le perdite, anche i miei principi.

All'epoca, non avevo proprio idea di dove sarei andato a finire percorrendo la mia strada "per Damasco". All'epoca, ero solo un bendato dal pensiero convenzionale; bendato, vuoi dalla vita personale, vuoi dalla sociale, vuoi dalla canonica interpretazione del Cristo e del Padre.

Ritrovati i principi ed il loro Principio, (ho iniziato a vivere questo percorso la notte di Capodanno del 1985) ho sentito il bisogno di raccontare un percorso che ho chiamato "per Damasco" per similitudine di incontro (indipendentemente dall'identità che si è dichiarata, che comunque è inverificabile) fra la mia esperienza e quella di di Saulo di Tarso. Il mio incontro con uno spirito è stato medianico. Quello con lo Spirito, culturale e spirituale.

Lungo quel percorso mi sono ritrovato anche qui: dove la vita mi diventa principio

penso secondo il Padre.

Dove mi diventa maestro del Padre penso secondo Cristo.

Dove mi diventa abbandono nel Padre penso secondo Maometto.

Dove diventa vita penso oltre me. Dove mi diventa vita penso secondo me, ma, vita, è lo stato di infiniti stati della corrispondenza fra tutti i suoi stati, quindi, non posso non essere, anche stato degli stati, di tutti quelli, che dalla personale via, mi hanno indicato la loro verità.
 

Mi hanno detto: o sei un pazzo,  o sei un genio. Sarà. A me risulta di aver solamente strutturato in senso trinitario unitario, delle conoscenze note da secoli, però, è vero:

chi ama è un po' perso perché sente l'universo.

 

Sono partito dal mio bianco per conoscere il mio giallo. Dal giallo che ho conosciuto mano a mano verificavo il mio bianco, sono andato alla ricerca del Bianco che ha originato ogni giallo.

Il bianco simbolizza la verità. Il giallo simbolizza l'amore.

Con la fascia bianca, gialla e bianca, intendo rappresentare il viaggio della conoscenza della vita. Non ho posto inizio e fine a questa strada, perché, vita, è ricerca della verità che porta all'amore, che porta alla verità, che porta all'amore... e l'amore è comunione.

Del tono dell'amore, (detto dal giallo) e della verità, (detto dal bianco), ho raggiunto la conoscenza che ho potuto. Avrei potuto di più?  Secondo la verità del mio spirito, no. Infatti, perdo la pace, se

in quello che sono (Natura)

voglio sapere di più (Cultura)

della forza che posso: Spirito.

 

G è l'iniziale del cognome della famiglia adottante; sta anche per Graziano: nome scelto dalla famiglia che mi ha adottato.

O è l'iniziale del cognome di chi mi ha messo in adozione.

V  è l'iniziale del nome che mi ha posto chi  mi ha messo in adozione.

Perché ho ritenuto necessario, il dire sui nomi? Mah! Forse per confermare che ogni destino ha più di una radice