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La vita, è la maestra che pone il seguente problema: tenendo presente quello che siamo,
Nulla da eccepire su questo pensiero, direi, se non ci fosse di mezzo un grossissimo ma: c'è lo permettono, e/o ce lo permettiamo, e/o lo permettiamo? Dall'altra parte della mia terrazza abita una famiglia srilankese. Proprio poco fa, al marito, che in terrazza non osava indossare una sorta di pareo "perché lo vedevano" (e/o, aggiungo, si vedeva come non voleva farsi vedere, e quindi, interpretare) ho raccontato una storia che, non da bambino, ho letto in un sussidiario per bambini. "Un padre, una madre ed un figlio devono mettersi in viaggio. Prendono l'asino e partono. Dopo chilometri sotto il sole la madre si stanca e sale sull'asino. Incontrano gente. "Hai visto quella madre?! Il figlio ed il marito a piedi, e lei, comoda sull'asino!" La madre sente il giudizio, e scende. Dopo chilometri il figlio si stanca e sale sull'asino. Incontrano gente. "Hai visto quel figlio? Il padre e la madre a piedi, e lui, comodo sull'asino!" Il figlio sente il giudizio, e scende. Dopo chilometri si stanca il padre e sale sull'asino. Incontrano gente. "Hai visto quel padre?! Con la moglie ed il figlio a piedi, e lui, comodo sull'asino!" Il padre sente il giudizio, e scende. Prostrati dalla stanchezza, tutti e tre, dopo chilometri, decidono di salire sull'asino. Incontrano gente. "Hai visto quei tre?! Comodi sull'asino! Finiranno per ucciderlo!" I tre sentono il giudizio, e scendono. Incontrano gente. "Hai visto quei tre?! Vanno a piedi invece di viaggiare comodi sull'asino!" Morale della storia: viaggiamo guidati dalla volontà altrui, tanto quanto non viaggiamo guidati dalla nostra. La dedico a quanti di noi si sentono giudicati male se non sono secondo il giudizio altrui. La dedico, inoltre, a quanti non hanno la forza di essere sé stessi. Quando non c'è l'avevo io, m'ha aiutato a trovarla. |