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L'Immagine del segno culturale è composta da tre simboli: un cerchio, tre orbite, una croce. Il cerchio è formato da infiniti punti. Poiché si principia da ogni suo punto, è simbolo di principio infinito. Poiché in un cerchio tutto sta ed il cerchio tutto contiene, è simbolo di universalità. Le orbite rappresentano il trinitario stato della vita: Natura, Cultura, Spirito. Le orbite sono intersecate. L'intersecazione segna l'unitaria corrispondenza fra gli stati. La croce simbolizza il peso della Natura sulla vita della Cultura.
In questo segno (lo spirituale) la corona è simbolo di sovranità. La colomba è simbolo dello Spirito. Lo Spirito è la forza della vita che corrisponde dalla relazione fra una Natura e la sua Cultura. Poiché forza che principia la vita, lo Spirito è principio sovrano. Perché sovrano principio della vita a cui da la sua forza, non può essere spodestato da nessun altro spirito. La sottomissione dello spirito, quindi, indipendentemente da chi o cosa la procura, è errore contro la vita, contro il Principio, contro il Suo principio: lo Spirito. Tanto quanto è perseguita (la sottomissione dello spirito) male diventa se errore coscientemente perseguito.
Sopra la corona avevo fatto mettere un brillantino. Non mi sono mai chiesto perché. Ho sempre pensato ad una ricercatezza estetica, invece, non è solo così. In quanto bianco, puro, e brillante, di quel diamantino si può dire che simbolizza la luce. La luce, simbolizza la verità. Elevando il pensiero, si può dire, allora, che sulla cima della corona che segna la sovranità, dello Spirito c'è la luce della Verità.
Per la relazione di forza data la corrispondenza di vita fra i suoi stati, l'Essere (Natura) che maggiora il peso sul Sapere (Cultura) o il Sapere che maggiora il peso sull'Essere, mette in sofferenza il suo spirito. Dove succede, gli stati di quella vita, ovviamente, non sono in corrispondenza. La corrispondenza fra gli stati si attua quando gli stati hanno paritario valore di vita. La ricerca del paritario valore è permessa dalla mediazione fra i valori. Lo spirito mediatore, dunque, è uno spirito paraclito. Essendo lo Spirito la forza del Principio che ha attuato il nostro principio, dalla precedente affermazione ne consegue che non può non essere paraclito anche lo spirito del Principio. Se non fosse il Paraclito, infatti, l'unità della sua trinità (Natura per quello che è, Cultura per quello che sa, e Spirito per quello che la sua forza sente) sarebbe impossibile, o possibile solo se al principio della vita accettiamo l'esistenza di uno Spirito di disunito stato: condizione che è, invece, nello spirito umano. Ammettere quest'ultima possibilità, però, significa anche ammettere che al principio della vita vi sia un Principio non assoluto, o con altre parole, che vi sia un Principio all'eterna ricerca del completamento di sé. Indipendentemente dalla capacità della sua forza, quindi, uno spirito primo rispetto all'umano, ma, rispetto al divino, necessariamente, a Sua somiglianza. A mio sapere, un Assoluto non può essere che il proprio stato, e cioè, l'assoluta corrispondenza di sé con sé. Ciò significa che non può essere il Paraclito come sopra sostengo? No. Ciò significa che se è Assoluto, il Suo essere (la Sua natura) non poteva non possedere anche una connaturata capacità di mediazione fra la la Sua Cultura ed il suo Spirito. Del Suo essere Paraclito, pertanto, si può anche dire che è implicita essenza del Suo essere Assoluto, ed è Assoluto, (ripetere giova :) ) chi di sé, è assoluto moto di sé. |